I tartufi del Rio Verde: viaggio nel tempo, nella natura e nei sapori.

fonte: http://www.ilsole24ore.com/art/food/2017-08-04/i-tartufi-rio-verde-viaggio-tempo-natura-e-sapori-162706.shtml?uuid=AEgBUz8B&refresh_ce=1

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Lei si chiama Vittoria Mosca ha 45 anni e vive e lavora a Borrello, un piccolo paesino dell’entroterra abruzzese, in provincia di Chieti, al confine con il Molise e la provincia dell’Aquila. E’ un posto straordinario che sembra essere ai confini del mondo e che pochi, molto pochi, troppo pochi conoscono. Non è sulle principali direttrici stradali. E’ a due passi (qualche chilometro) dal paese in cui sono cresciuto, Castel di Sangro, eppure non ci sono mai stato.
Lo raggiungo in pochi minuti di auto. Lei mi aspetta proprio fuori dal suo laboratorio. Vittoria ha un’azienda di trasformazione di prodotti al tartufo ma definirla cosi sarebbe riduttivo. Lei, infatti, si definisce una “produnauta”.

Me lo racconta in una mail, la prima volta che mi parla di ciò che fa. Non capisco cosa voglia dire. Ricorro a Google, come fanno tanti, provo a cercare, e l’unico vero riferimento che riesco a trovare mi riconduce direttamente a lei. Così non posso far altro che chiedere a Vittoria stessa cosa voglia dire davvero.
“Sono una produttrice di prodotti – dice raccontandosi – che vogliono creare emozione. Mi piace dare sempre un’identità alla mia azienda, e l’emozione del gusto è l’aspetto a cui più spesso mi ispiro. Tuttavia per comprendere cosa voglio dire non basta rinchiudersi nel mio laboratorio e lasciarsi trasportare dal profumo dei tartufi appena raccolti. Per comprendere cosa voglio dire dobbiamo andare a fare un giro per conoscere il mondo in cui tutto questo nasce, cresce e si sviluppa”.

Il paese dei cuochi
Lasciamo l’auto a due passi da casa sua. Il contesto è favorevole, l’ambiente incontaminato, il paesaggio mozzafiato. Facciamo una passeggiata lungo un sentiero che si inerpica in una gola strettissima. Gli alberi, sono rigogliosi, verdi, ci proteggono dal sole e, per un po’, nascondono anche la vista della vallata che mi ritrovo ad osservare dopo qualche minuto. Il sentiero, infatti, più avanti, lascia spazio ad una piattaforma. Da lì lo sguardo spazia da una parte, lontano, in direzione del mare, del Lago di Bomba, del piccolo centro di Villa Santa Maria, noto in tutto il mondo come il paese dei “Cuochi” lì nel sedicesimo secolo nacque san Francesco Caracciolo considerato il “patrono” dei cuochi. Da Villa Santa Maria sono partiti cuochi che hanno fatto la storia in ristorante di tutto il mondo. Sarà un caso che anche Niko Romito sia nato a pochi chilometri da qui e che viva e lavori a pochi chilometri da qui?
Ma il vero spettacolo è proprio di fronte al mio sguardo, ai mie occhi: le Cascate del Verde. Un monumento naturale di eccezionale valore ambientale. Tre salti di oltre 200 metri di altezza. Vengono considerate le cascate naturali più alte d’Italia. Le cascate sono alimentate dalle acque del Rio Verde che, scendendo verso il mare, si ricongiunge al Sangro.
E’ questa la naturale emozione di cui mi parlava Vittoria Mosca. Non è come parlare semplicemente di tartufo. Ma assaporarlo conoscendo il posto in cui è stato raccolto, conoscendo la magia della natura in cui si è sviluppato lo rende addirittura più saporito.
“Nell’era della globalizzazione – mi racconta Vittoria – è fondamentale identificarsi e differenziarsi con un prodotto unico. Il tartufo in Abruzzo è quasi sconosciuto, anche se la nostra regione è uno dei massimi produttori in Italia sia di tartufo nero estivo che di tartufo bianco pregiato ma le difficoltà per farlo emergere da un contesto di conoscenza che si limita al tartufo piemontese, sono enormi”.
Vittoria si esprime con entusiasmo, con l’orgoglio di chi dedica la propria vita alla ricerca di qualcosa di unico e che non vede l’ora di raccontarlo, di urlarlo, potendo, ai quattro venti.
“…Allora che fare? Ci siamo riuniti per una cena tra amici ed abbiamo studiato una strategia di marketing turistico territoriale che spazia dal mare alla montagna, perché l’Abruzzo è anche questo, è proprio questo. In pochi chilometri, in meno di un’ora, è possibile passare dalle coste dell’Adriatico alle vette più alte dell’Appennino. E noi abbiamo deciso di accompagnare i turisti in un viaggio esperienziale che spazia dal gusto ai luoghi incantevoli della nostra regione. Un viaggio che parte da un B&B di Vasto chiamato Bagni Vittoria , premiatissimo a livello italiano per l’accoglienza degli ospiti e che arriva proprio a Borrello, il mio paese.
E qui non c’è solo il mio laboratorio di trasformazione e degustazione di tartufi, ma c’è anche una trattoria recensita sulla guida dei ristoranti del Gambero Rosso. In questo modo i turisti in meno di un’ora si ritrovano catapultati in due dimensioni, quella marina e quella montana e possono conoscere le varie sfaccettature della nostra regione”.

Il tartufo d’Abruzzo
Torniamo al laboratorio al “Rio Verde Tartufi”. L’odore della natura è forte.
Vittoria mi racconta di come lavori i suoi prodotti, di come lo abbia imparato dai suoi genitori, che lo facevano prima di lei. Mi spiega di come anche il suo tempo libero e quello di suo marito siano completamente assorbiti dalla loro passione, di come il rispetto per il tartufo derivi proprio dall’emozione che mi ha appena fatto vivere.
“Manca ancora qualcosa. Ora devi assaggiarlo…”. Mi dice Vittoria.
Mi accompagna allo Shangrilà di Vincenzina. E lì l’emozione si trasforma in sapore e il sapore in emozione. Perché l’uno non può prescindere dall’altro. Perché i piatti mi raccontano quello che Vittoria mi aveva fatto vedere. Vincenzina, la cuoca e proprietaria della trattoria Shangrilà ci accompagna con un percorso di gusto che ha dentro il verde del Rio, la forza delle Cascate, la purezza di quella terra e dei suoi prodotti, anche e soprattutto dei suoi tartufi. E’ lì che comprendo perché non sia solo il prodotto, seppure straordinario, ma sia tutto il contesto a renderlo eccezionale.

“Conoscenza della nostra terra”
“Il nostro vuole essere un progetto di conoscenza per la nostra terra, il voler prendere per mano le persone che l’attraversano lasciando che vivano un’emozione impossibile da dimenticare – sottolineano in coro Vittoria e Vincenzina- non è facile restare fedeli a questa terra, per certi versi difficile, ma noi siamo pronte a riscattarla non andando via, ma rimanendo e investendo caparbiamente in Abruzzo. Io – mi grida Vittoria mentre mi saluta – non potrei mai immaginare la mia azienda in un posto diverso da quello in cui sono”.
Borrello è alle mie spalle.
Rappresenta un viaggio nel tempo, un viaggio nei sapori, nella natura, nel gusto. Quel sapore, quel tempo, quel gusto, che non sarà facile dimenticare e che, se lo stai dimenticando, vuol dire che è arrivato il momento di tornare.

 

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